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Sede: Teatro Regio di Torino
Orchestra: Filarmonica 900
Direttore Timothy Brock
Restauro della partitura originale: Andrea Ravizza
 
Fonte: www.cinebazar.it
 
Evento dedicato al doppio restauro del film
Cabiria
Su LA7 il 20 marzo 2005, in diretta dal Museo del Cinema di Torino

Lunedì 20 marzo alle ore 1.00 su LA7, grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, andrà in onda in anteprima assoluta la versione restaurata del 1931 della "Sinfonia del Fuoco": scena clou di CABIRIA, capolavoro di Giovanni Pastrone, sceneggiato insieme a Gabriele D’Annunzio.
Sarà un appuntamento speciale con "25a ORA – Il Cinema Espanso", contenitore quotidiano dedicato al cinema d'autore. La puntata dal titolo "La notte di Cabiria" sarà trasmessa dal Museo Nazionale del Cinema nella Mole Antonelliana di Torino, dove (sullo sfondo della statua del dio Moloch) il conduttore Steve Della Casa e il direttore del Museo Alberto Barbera racconteranno la storia, gli aneddoti e i segreti del film: le tecniche di ripresa, le differenze tra le due versioni, le strategie con cui il regista promosse la pellicola, gli studios torinesi di inizio secolo, il contributo d’immagine fornito da Gabriele D’Annunzio.

Il Dio MolochNel corso della puntata verranno presentati inoltre in anteprima i materiali eliminati dal regista nel montaggio definitivo, le sequenze considerate perdute e recentemente ritrovate, le scene girate più volte per errori di regia o di recitazione.
"Cabiria" è stato il più importante film muto del cinema italiano e in assoluto il primo kolossal, in anticipo di un anno su "Nascita di una nazione" di D. W. Griffith.
Reputato un classico, amato da registi e cinefili di tutto il mondo (Scorsese ha dichiarato "È una pellicola straordinaria: non dimenticherò mai la prima volta che la vidi", Fellini lo citò esplicitamente nel suo film-Oscar "Le notti di Cabiria"), considerato perduto per sempre nella sua versione integrale, il film rivede ora la luce grazie al restauro completo e definitivo realizzato dal Museo Nazionale del Cinema, basato su documenti originali, diari di lavorazione e materiale rinvenuto dagli eredi del regista.

Un fotogramma restauratoIl progetto di restauro si è articolato in due interventi: il primo è consistito nella ricostruzione della versione originale di Cabiria, quella del 1914; il secondo nel restauro della versione colorizzata e sonorizzata del 1931, realizzata da Pastrone stesso, con numerose varianti rispetto alla prima e una nuova colonna sonora sincronizzata (non più eseguita dal vivo ma riprodotta su dischi di gommalacca).
L’edizione restaurata del 1914 sarà proiettata il 20 marzo al Teatro Regio di Torino, nel corso di una serata presentata da Martin Scorsese: ad accompagnarla l’esecuzione dal vivo della partitura originale, ad opera dell’Orchestra Filarmonica ‘900 diretta dal maestro Timothy Brock. Il restauro della versione colorizzata e sonorizzata del 1931, che andrà in onda in anteprima assoluta su LA7 il 20 marzo alle ore 1.00, verrà proiettata la sera successiva (21 marzo) al Cinema Massimo di Torino.

La scheda del film

CABIRIA
(Italia 1914)

di Giovanni Pastrone

Un fotogramma restauratoSoggetto e sceneggiatura: Giovanni Pastrone; didascalie: Gabriele D'Annunzio; operatori: Natale Chiusano, Augusto Battagliotti, Carlo Franzeri, Giovanni Tomatis, Vincent Dénizot; effetti fotografici speciali: Segundo de Chomón; scenografia: G. Pastrone, Camillo Innocenti; musica: Ildebrando Pizzetti (La Sinfonia del Fuoco) e Manlio Mazza (edizione del 1914) / Luigi Avitabile e José Ribas (riedizione sonorizzata del 1931); interpreti: Lydia Quaranta (Cabiria), Umberto Mozzato (Fulvio Axilla), Bartolomeo Pagano (Maciste), Italia Almirante Manzini (Sofonisba), Teresa Marangoni (Croessa), Alexandre Bernard (Siface), Vitale De Stefano (Massinissa), Raffaele Di Napoli (Bodastoret), Emile Vardannes (Batto), Edouard Davesnes (Asdrubale/Annibale), Enrico Gemelli (Archimede), Dante Testa (Khartalo), Didaco Chellini (Scipione l'Africano), Domenico Gambino, Luigi Comelli, Ignazio Lupi, Elviro Schirru, Felice Minotti, Giuseppe Ferraris, Amedeo Mustacchi; produzione: Itala Film (Torino); prima proiezione pubblica: 18 aprile 1914 al Teatro Vittorio Emanuele di Torino e al Teatro Lirico di Milano; lunghezza originale: 3364 metri (indicazione del visto di censura, n. 3035, 31 marzo 1914), durata 185’ più 2 intervalli; lunghezza della riedizione sonorizzata del 1931: 3132 m, durata 145’.

Un fotogramma restauratoCatana, III secolo a. C. La piccola Cabiria, figlia di Batto, gioca con la sua nutrice Croessa. Nella notte l'armonia è sconvolta dall'eruzione del vulcano: Catana è distrutta. I servi di Batto, dopo avere rubato le ricchezze del padrone, cercano riparo sulla spiaggia. Croessa e Cabiria sono con loro. Una banda di pirati fenici cattura gli scampati. Cabiria, sempre custodita da Croessa, è condotta a Cartagine. Qui la bambina viene comprata dal sacerdote Khartalo, che intende sacrificarla al dio Moloch. Nella città punica si è stabilito anche il latino Fulvio Axilla con il suo fedele schiavo Maciste: Fulvio deve spiare i movimenti della repubblica rivale. Croessa, ormai disperata per l'imminente sacrificio di Cabiria, incontra Axilla, e ottiene il suo aiuto, offrendogli un anello sottratto al bottino dei servi di Batto. Durante la cerimonia sacrificale nel tempio di Moloch, Axilla e Maciste riescono a salvare la bambina e si rifugiano nella locanda del bettoliere Bodastoret. Intanto il conflitto tra Cartagine e Roma si inasprisce: Annibale ha trovato un varco sulle Alpi e minaccia la repubblica. A Cartagine Asdurbale rafforza la sua alleanza con il re della Numidia, Massinissa, promettendogli in sposa la figlia Sofonisba, che lo ama in segreto. Axilla e Maciste stanno per tornare in Italia con Cabiria, ma Bodastoret li denuncia. Axilla riesce a fuggire, mentre Maciste, intrufolatosi nei giardini di Asdrubale, convince Sofonisba a custodire Cabiria prima di essere catturato. Passano gli anni ma la guerra continua. Axilla partecipa all’assedio di Siracusa: la flotta romana viene distrutta dai raggi solari riflessi negli specchi ustori inventati da Archimede, e Axilla approda sfinito sul litorale di Catana. Qui, grazie all'anello che gli aveva offerto Croessa, viene accolto da Batto. Intanto, sul fronte africano, Siface, re di Cirta, ha sconfitto Massinissa. Asdrubale decide di donare in sposa al potente alleato la figlia Sofonsiba, mentre il re numida, in cerca di vendetta, si allea con Roma. Axilla, tornato in terra punica al seguito di Scipione, riesce a introdursi in Cartagine e a liberare Maciste. I due fuggono dalla città, ma si perdono nel deserto e vengono catturati dalle truppe di Siface e condotti a Cirta. Khartalo convince Sofonisba a consegnargli Cabiria: solo così, egli dice, sarà possibile placare l’ira di Moloch che turba il sonno della donna. Cabiria è nella mani del sacerdote, sta quasi per essere violentata, quando viene salvata, ancora una volta, da Maciste, che nel frattempo è riuscito a liberarsi. Maciste, raggiunto anche da Fulvio, cerca di fuggire con Cabiria, ma la ragazza cade nuovamente nelle mani dei nemici. Fulvio e Maciste si barricano dentro una cantina piena di viveri, e si preparano a una lunga resistenza. Intanto i Romani, dopo un furioso assedio, riescono ad entrare in Cirta. Massinissa può finalmente ricongiungersi con l’amata Sofonisba. Maciste e Axilla sono liberati, ma Sofonisba dice che Cabiria è stata uccisa. Scipione, temendo che Sofonisba convinca Massinissa a rinnegare l’alleanza con i Romani, rivendica la donna come parte del bottino. Massinissa non può che accettare, ma invia a Sofonisba un anello contenente del veleno. La donna capisce il messaggio dell’amato, e si toglie la vita. Poco prima di morire Sofonisba rivela ad Axilla che Cabiria è viva. Cartagine, piegata dalla disfatta di Zama, è definitivamente sconfitta. Sulla nave che li conduce verso Roma, Axilla e Cabiria, accompagnati dal flauto di Maciste, si stringono in un tenero abbraccio e scoprono di amarsi.

La lettera di presentazione di Martin Scorsese

"Buona sera,
state per vedere uno dei film da cui tutto è iniziato, accuratamente e magnificamente restaurato nel suo splendore originale.

Ho visto Cabiria di Giovanni Pastrone per la prima volta negli anni Settanta e, come molti americani che scoprirono il film in quel periodo, sono rimasto sbalordito. Prima di tutto, mi sorprese il fatto che molte delle innovazioni che pensavamo fossero americane – il sontuoso movimento della macchina da presa, la diffusione della luce, lo stesso senso di ambizione epica – hanno avuto origine con questo film.
In secondo luogo, e in maniera ancora più significativa, sono rimasto colpito dal film stesso, dalla sua straordinaria espressività, la sua maestosità visiva ed emotiva, le sue incredibili proporzioni, la sua maestria. E’ un film epico praticamente fatto a mano, dalle scenografie ai costumi al carrello, un’invenzione dello stesso Pastrone che precorre i binari per la macchina da presa.

Molti considerano la storia del cinema come un costante progresso, che rende le innovazioni di ieri obsolete rispetto alle attuali. E’ un modo curioso di considerare qualsiasi forma di arte. Il filosofo Wittgenstein scrisse di aver riso quando sentì qualcuno osservare quanto mirabili dovessero apparire i fulmini agli uomini primitivi, come se oggi fossero meno straordinari. Così è per un film come Cabiria, che non richiede nessuna particolare indulgenza o spiegazione. Il film di Giovanni Pastrone è tanto straordinario oggi quanto 93 anni fa, quando fu visto per la prima volta. E grazie al Museo Nazionale del Cinema, potrete farne l’esperienza in tutto il suo splendore e maestosità.

E adesso, Cabiria di Giovanni Pastrone.

Martin Scorsese"
Music is life. Enjoy music, enjoy life.

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