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All’Orchestra Rai gli inni olimpici

©2005 ”La Stampa Web“

TORINO 2006. CONCLUSE A TORINO LE REGISTRAZIONI DELLE ARIE DEI 95 PAESI PARTECIPANTI


All'Orchestra Rai gli inni olimpici

Ci sono voluti parecchi mesi di ricerca per raccogliere tutti gli inni dei 95 Paesi partecipanti alle Olimpiadi del 2006. Il Toroc ha contattato ministeri degli Esteri, ambasciate, gli organizzatori di Salt Lake 2002 (80 Nazioni), persino quelli di Nagano 1998 (72).

Un'impresa. Per far «tombola» con tutti gli spartiti delle «colonne sonore», Alberto Zambernardi, responsabile del settore Eventi per i Giochi 2006, si è avvalso della collaborazione del Maestro Giancarlo Gazzani, che poi si è prodigato a trasformare in musica per orchestra quella che, in genere, è studiata per essere eseguita da bande musicali. Un'operazione interamente svolta a Torino. E' l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a suonare i 95 inni. Mentre in città riesplodevano le polemiche con la direzione generale dell'azienda di Stato per le incertezze sul completamento del cantiere dell'Auditorium, i 118 professori di musica preparavano le esecuzioni: mesi di prove presso il Sermig, e poi le registrazioni. Ora i 95 inni sono in altrettanti «cd» pronti a essere utilizzati. «Alla cerimonia d'apertura con l'alzabandiera e ogni volta che un atleta salirà sul podio, sentiremo le note del Paese di appartenenza», spiega Zambernardi. Gli inni più difficili da trovare? «Quelli delle Repubbliche più recenti, le baltiche, Lituania, Lettonia, Estonia, quelle dell'ex Jugoslavia, Slovenia, Macedonia...». I brani più complessi? «Quelli dei Paesi che utilizzano segni grafici particolari, come la Cina». Con il direttore d'orchestra Gazzani hanno collaborato alla regìa e all'arrangiamento il professor Andrea Ravizza, e poi Andrea Casamento, Fabio Gurian, Carlo Viola, Jan Willem Van Der Hulst. La registrazione è stata realizzata dall'A&A Recordings, che ha sede in corso Vigevano 41. L'Orchestra Rai è stata impegnata dalla fine dell'anno scorso in questo straordinario incarico, alternandolo con le prove dei concerti e i concerti stessi, per ultima la applauditissima sinfonia da «La gazza ladra» eseguita il 1° giugno per la direzione di Franco Petracchi con Uto Ughi primo violino davanti al presidente Carlo Azeglio Ciampi e della signora Franca per il tradizionale concerto nel Cortile d'onore e ricevimento nei Giardini del Quirinale che il Capo dello Stato offre ogni anno in occasione della Festa della Repubblica. «Avere ricevuto il compito di eseguire gli inni olimpici - dicono i rappresentanti dell'Orchestra - ci ha onorato, speriamo ci invitino anche a suonare in un concerto per Torino 2006». Un appuntamento è già stato previsto: il 7 febbraio al Regio per la festa del Cio, ci sarà anche il coro del Regio (e forse la diretta tv Rai). La speranza è di avere l'Orchestra anche alla cerimonia d'inaugurazione delle Olimpiadi che si terrà il 10 febbraio al nuovo Comunale. Del miglior utilizzo delle risorse Rai si fa interprete lo stesso direttore del Centro di Produzione Rai di Torino, Tommaso Genisio, cui è stato affidato il compito di curare la programmazione radio-tv dedicata ai Giochi Olimpici. Intanto - affrontate le questioni sulle varianti del cantiere - i lavori dell'Auditorium procedono bene: il tentativo è di aprire la prossima stagione in via Rossini, il 13 ottobre. Purtoppo le incognite per la Rai di Torino riguardano ancora le sedi, le attività di produzione, di ricerca, di amministrazione e finanza. I deputati Giorgio Merlo e Alberto Nigra lo ribadiscono nell'ennesimo comunicato in cui chiedono, tra l'altro, di avere notizie su RaiAlp e sulla «mission» del servizio pubblico nel capoluogo subalpino.

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