Andrea Ravizza

Suoni, idee e incontri: un viaggio tra composizione e sperimentazione musicale

Black Mirror, composto nel 2022 da Andrea Ravizza per big band, rappresenta un'immersione nell'anima jazz del compositore. Il brano è dedicato al batterista Gianpaolo Petrini ed è stato registrato ed inciso dalla Gianpaolo Petrini Big Band nel 2022, pubblicato all’interno del CD 'The big band is my life' [Zanetti Records].

Il titolo stesso, "Black Mirror", evoca un concetto centrale e programmatico dell'opera: la distorsione della realtà e la sua frammentazione, come quella che si può osservare attraverso un "vetro rotto di uno smartphone", come nella celebre serie televisiva britannica. Questa metafora è trasposta musicalmente attraverso due aspetti fondamentali della composizione:

Struttura a specchio integrale

  • Verticalmente: la dinamica intervallare è concepita in modo speculare, ovvero quando il basso sale quasi sempre le voci superiori scendono e viceversa
  • Orizzontalmente: la forma complessiva del brano è strutturata con un finale retrogrado rispetto all'inizio, e numerose sezioni interne presentano specifici momenti "a specchio" o retrogradi

tutti gli accordi utilizzati sono triadi maggiori, ma la nota del basso è sempre una nota che non fa parte dell'accordo. Questo genera una tensione costante e una "distorsione" voluta della percezione armonica tradizionale, riflettendo l'idea di una realtà musicale alterata.

L'organico della big band comprende le sezioni di sassofoni (alto, tenore, baritono), trombe, tromboni (incluso trombone basso), chitarra elettrica, pianoforte, basso e batteria. Il brano si caratterizza per un'andatura "Med Funk" con tempo q=100, alternando momenti di grande energia a sezioni più riflessive, come indicato dalle numerose variazioni dinamiche

Un elemento distintivo di Black Mirror è il ruolo preminente del trombone solista ("trombone featured"). Questa scelta è ispirata dal celebre brano di Bob Brookmeyer "Make Me Smile," che è invece un sax alto feature. La parte solistica del trombone è stata magistralmente interpretata da Luca Begonia. Anche la batteria ha un solo (in 7/8)

Questo approccio compositivo si inserisce coerentemente nella ricerca estetica di Andrea Ravizza, come emerso anche nelle sue opere precedenti come Verdichtung e I colori di α. La sua costante "esigenza di ricercare lo sconosciuto, l'inesplorato" e la sua predilezione per un linguaggio che sfida le convenzioni armoniche tradizionali si manifestano pienamente in Black Mirror. L'idea di manipolare in modo così sistematico gli spazi armonici e le strutture temporali richiama la sua pratica di utilizzare algoritmi e "meta-strumenti" (come Max-Msp in Verdichtung e Frammenti) per esplorare nuove sonorità e forme, bilanciando sempre il rigore della "regola" con la sensibilità dell'"istinto". La "distorsione" dell'armonia in Black Mirror può essere vista come un'evoluzione dell'idea del pianoforte "preparato e scordato" di Frammenti o della "ricollocazione arbitraria delle note" in Verdichtung

Organico

GP Petrini alla batteria, supportato da Fabio Gorlier al pianoforte e Davide Liberti al contrabbasso, la big band si completa con la presenza di Bonadé, Tardito, Corvaglia, Biggio e Data al sassofono; Begonia, Brignolo, Calcagno, Spiandore al trombone; Valerio, Giunta, Rapacciuolo e Cessario alla tromba.