Umberto Beccaria plays Andrea Ravizza, Frammenti @ Punto Rec Studios on a Fazioli gran Coda
Frammenti è una composizione del 2016 di Andrea Ravizza, della durata di 7 minuti, scritta per pianoforte preparato e dedicata al Pianista Umberto Beccaria. La preparazione dello strumento è un elemento cruciale e consiste nella scordatura di alcune note, un intervento che allontana la sonorità degli accordi dalla consueta intonazione del sistema temperato. Questo permette di creare nuove sonorità, grazie a un'ampia esplorazione di tecniche estese. Nella prima parte, l'esecutore è chiamato a utilizzare il pizzicato con le unghie, la percussione con il palmo delle mani e il raschiamento del rivestimento ramato delle corde gravi. Queste sonorità inedite sono intervallate da accordi dall'atmosfera quieta, suonati piano o pianissimo. Tuttavia, anche in questi momenti di calma, l'accordatura non temperata introduce una sottile tensione, conferendo un senso di "movimento".
Un elemento distintivo del pezzo è la tecnica dello sfasamento: una volta che i nuovi suoni sono stati percepiti dall'ascoltatore, vengono riproposti con un leggero ritardo gli uni rispetto agli altri. Questo crea degli "incontri quasi casuali, come delle onde del mare infrante". Verso la fine, questo meccanismo rallenta e sfuma, dando l'impressione che il suono si allontani progressivamente, per poi concludersi con un accordo disteso ma "leggermente inquieto".
L'approccio compositivo di Ravizza, evidente anche in opere come I colori di α per orchestra sinfonica, si caratterizza per una costante ricerca di sonorità nuove e personali. Per Frammenti, questa ricerca è stata supportata da strumenti tecnologici: sono state sviluppate applicazioni in Max Msp per ascoltare vari tipi di intonazione e valutare con precisione la scordatura delle note. Questo testimonia il suo interesse per un'interazione tra "istinto e regole", dove sistemi calcolati e la sensibilità estetica si fondono per forgiare nuove espressioni musicali
in questo lavoro si evidenzia un equilibrio tra il rigore della struttura e l'istinto creativo, dove anche la simulazione digitale è vista come uno strumento non solo di controllo, ma anche di scoperta e di creazione