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Il ritorno di Cabiria

 Fonte: www.cinema.it

Un fotogramma restaurato

Sede: Teatro Regio di Torino
Orchestra: Filarmonica 900
Direttore Timothy Brock

Restauro della partitura originale: Andrea Ravizza

A conclusione delle così dette “Olimpiadi della Cultura”, il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha organizzato un evento davvero unico che è svolto a Torino tra lunedì 20 e martedì 21: la presentazione del restauro delle due versioni che lo stesso Giovanni Pastrone firmò del suo capolavoro Cabiria: quella muta del 1914 e una seconda, sonorizzata, del 1931.

Grazie al delicatissimo lavoro del super-esperto internazionale João de Oliveira, fondatore dei Prestech Film Laboratories di Londra, le due pellicole sono state interamente riportate al loro splendore originale, anche per quanto riguarda il sonoro scelto dal regista per la versione del 1931 e conservato negli archivi del Museo su dischi di gommalacca. De Oliveira è stato l’unico al mondo a saper far ri-suonare questi dischi, a rimasterizzarne il suono, e a riprisitinare i viraggi colorati voluti da Pastrone per ogni sequenza del film grazie alle più recenti e sofisticate tecnologie fotochimiche e digitali: questa la principale ragione di un nuovo restauro della pellicola del 1931 dopo quello già operato del Museo nel 1995.


Ma il progetto denominato Cabiria & Cabiria non si è limitato a questo, osando spingersi ben oltre il “semplice” impegno del restauro per ricostruire quasi dal nulla l’originale versione della pellicola. Se infatti il Cabiria del 1931 è stato fino ad oggi visibile nel mondo grazie a poche malmesse copie, conservate oltre che a Torino nelle cineteche di Mosca, Budapest, Madrid e al Moma di New York, il film del 1914 era ormai considerato perduto per sempre nella sua veste integrale. Le differenze tra le due versioni sono peraltro notevoli poiché Pastrone nel 1931 tagliò parecchie scene, rimontandone altre e addirittura aggiungendone alcune che in origine non aveva previsto, oltre a trascurare la prima partitura composta per il film a vantaggio di una nuova.

Per tutte queste ragioni si è deciso di provare a rimontare il film come fu concepito e realizzato nel 1914, grazie all’uso di tutte le sequenze, i brandelli di pellicola, e le altre varie testimonianze documentarie, tra cui in primo luogo la sceneggiatura, rintracciate dal Museo negli ultimi anni. Lo staff che ha lavorato a quest’impresa titanica giura che la complessa operazione è riuscita a ricreare il 95% del film per un totale di 3.300 metri di pellicola rispetto ai 3370 originali, che danno vita a una proiezione di tre ore e dieci minuti circa. La nuova versione del 1914 è stata quindi proiettata in prima mondiale al Teatro Regio di Torino la sera del 20 marzo, accompagnata dal vivo dall’orchestra Filarmonica ’900 dello stesso teatro, diretta dal maestro Timothy Brock, che ha eseguito dopo più di novant’anni la partitura originale di Ildebrando Pizzetti e Manlio Mazza. A proiezione avvenuta bisogna dire che il lavoro fatto è davvero notevole, nonostante le pessime condizioni di alcuni materiali e le difficoltà di recuperare alla loro qualità originale brani della versione restaurata del 1931, i cui fotogrammi viaggiavano a velocità ben diversa, e che è stata poi presentata il giorno dopo, 21 marzo, nel vicino Cinema Massimo.

A testimonianza della notorietà di Cabiria nel mondo, appena saputo del progetto Martin Scorsese ha telefonato personalmente al direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino Alberto Barbera per esprimergli la sua gratitudine e chiedere se poteva dare una mano alla diffusione del nuovo film restaurato. L’indimenticabile serata del Teatro Regio si è così aperta con un video-messaggio del regista italo-americano che ha preceduto la proiezione insieme al cartello “Martin Scorsese presents”. Poi, anche grazie alla garanzia di questo nome, le due pellicole restaurate, dopo un passaggio al festival di Cannes, inizieranno un lungo tour mondiale per farsi ammirare da vecchi e nuovi appassionati del cinema muto e dei kolossal epici.< ?xml:namespace prefix = o ns = urn:schemas-microsoft-com:office:office />

Lo spettacolare film di Pastrone fu davvero il primo grande film storico-epico della storia del cinema, un progetto sotto ogni aspetto grandioso e innovativo che negli U.S.A. ispirò moltissimo i primi grandi maestri riconosciuti del genere quali David W. Griffith e Cecil B. DeMille, come testimonia lo stesso Scorsese nel suo intervento di presentazione del film:

“Ho visto Cabiria di Giovanni Pastrone per la prima volta negli anni Settanta e, come molti americani che scoprirono il film in quel periodo, sono rimasto sbalordito. Prima di tutto, mi sorprese il fatto che molte delle innovazioni che pensavamo fossero americane – il sontuoso movimento della macchina da presa, la diffusione della luce, lo stesso senso di ambizione epica – hanno avuto origine con questo film.

In secondo luogo, e in maniera ancora più significativa, sono rimasto colpito dal film stesso, dalla sua straordinaria espressività, la sua maestosità visiva ed emotiva, le sue incredibili proporzioni, la sua maestria. È un film epico praticamente fatto a mano, dalle scenografie ai costumi al carrello, un’invenzione dello stesso Pastrone che precorre i binari per la macchina da presa.”

Proprio di tutte le caratteristiche che hanno reso da più punti di vista il film unico nel suo genere si occupa il volume Cabiria & Cabiria, a cura di Silvio Alovisio e Alberto Barbera, edito dal Museo del Cinema in collaborazione con l’Editrice Il Castoro. Oltre ad alcune pagine dello stesso Scorsese questa pubblicazione contiene saggi di studiosi giovani e affermati che ad esempio si soffermano sull’incredibile perizia con cui Pastrone fece riprodurre gli oggetti decorativi e le scenografie del suo film, studiando gli originali reperti cartaginesi, o sulla novità di un progetto definito “transmediale” che mischiava letteratura alta e feuilleton grazie alla collaborazione di D’Annunzio per una parte dei testi e a un battage pubblicitario degno della Hollywood di oggi. La collaborazione di D'Annunzio, geniale colpo di marketing, si limitò in verità al solo riscrivere le didascalie già preparate da Pastrone, e alla fortunata invenzione del nome di Maciste, il personaggio del film che darà poi vita ad intere serie cinematografiche.

Per chi non si sia potuto trovare negli scorsi giorni a Torino, LA7 ha regalato nella notte tra il 20 e il 21 marzo un piccolo assaggio del film del 1931: all’interno di una speciale puntata de La 25a ora è stata infatti trasmessa la versione restaurata della “Sinfonia del Fuoco”, una delle sequenze più celebri di Cabiria, col commento del conduttore Steve Della Casa e del direttore del Museo Alberto Barbera. I due hanno anche mostrato ai telespettatori qualche rarità come le scene girate più volte per errori di regia o di recitazione, e alcune delle sequenze perdute e ricostruite, riflettendo poi su come l'eredità di una tale super-produzione sia alla base della storia stessa del Museo del Cinema di Torino, le cui collezioni sono iniziate raccogliendo proprio reperti e memorie del cinema muto prodotto sotto la Mole.

Data la ricchezza di tali materiali, a completare l’ambizioso programma ideato dal Museo per celebrare il kolossal, è inoltre prevista la realizzazione di un cofanetto DVD con le due versioni del film e numerosi extra, tra i quali i materiali di lavorazione, gli “outtakes” poi esclusi da entrambi i montaggi di Pastrone, la riproduzione di documenti originali e alcune interviste inedite. Così questa "visione storica del III secolo a. c.", come recita il sottotitolo del film, potrà ancora e per sempre essere ammirata dagli spettatori di tutte le età.

Claudio Panella

Music is life. Enjoy music, enjoy life.

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