Composta nel 2011 per Punto Rec Studios (produzione di Marco Barberis), Post Industrial è una ballad nata come commento sonoro per un’installazione multimediale ospitata a Palazzo Madama, a Torino, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Il brano si configura come un'indagine estetica sul concetto di decadenza. L'obiettivo della composizione è la trasposizione in musica dello stato d'animo derivante dall'osservazione di siti in abbandono, evocando scenari di archeologia industriale simili alle zone dismesse di Detroit. La scrittura riflette pienamente il dualismo tra regola e istinto tipico della poetica di Ravizza: una struttura tesa, ma aperta alla libertà performativa del solista.
Il materiale musicale è caratterizzato da una estrema rarefazione. L'uso di accordi tesi e un tempo metronomico molto lento dilatano la percezione temporale, trasformando il tempo nella "carne" dell'opera. Il carattere improvvisativo, sostenuto dalla magistrale interpretazione di Gianpiero Lo Bello alla tromba, conferisce alla composizione una luce crepuscolare e una malinconia analitica, priva di compiacimento sentimentale.
In questo ecosistema sonoro, lo strumento solista agisce come un personaggio attivo in un paesaggio sonoro dove il vuoto e il silenzio diventano elementi strutturali, coerentemente con la ricerca di territori inesplorati che sfuggono ai cliché del genere.