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Andrea Ravizza | Eventi concerti e première

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Canzoni popolari e della resistenza | Andrea Ravizza
Canzoni popolari e della resistenza | Concerto apertura stagione De Sono
Salone del Conservatorio “G. Verdi” | Torino

De Sono - Associazione per la musica - Apertura della stagione concertistica

Programma

  • Canzoni della Resistenza arrangiate da Andrea Ravizza e intrecciate a letture dal Partigiano Johnny di Beppe Fenoglio
  • Luciano Berio - Folk Songs

Nell'ambito della rassegna Note libere organizzata dalla Città di Torino in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione

photo: Francesca Cirilli

C'è un passaggio nel Partigiano Johnny (1968) che ha ispirato la drammaturgia di questo spettacolo. E l'incontro notturno tra il protagonista e un giovane fascista, nei mesi più caldi della Resistenza. Da una parte il combattivo Johnny, tutto imbevuto dei suoi ideali li-berali, dall'altra un militare dall'aria un po' sognatrice, identificato dalla «canagliesca divisa della Legione». Sarebbe il perfetto momento per un assalto al nemico, favorito dall'oscurità delle tenebre; eppure Johnny non riesce a premere il grilletto, perché avverte un'insuperabile «interdizione sentimentale». Queste le sue parole per giustificare una scena quasi surreale, nella quale l'odio sparisce per un attimo dietro allo sguardo dei duellanti. È l'istante in cui i combattenti si ricordano di essere ragazzi: chissà, magari sono cresciuti nello stesso ambiente e, se non fossero costretti a lottare per cose talmente grandi, forse sarebbero all'osteria a bersi una birra insieme. Nel romanzo sono tanti i momenti in cui l'umanità dei personaggi prevale sulla celebrazione degli ideali sociopolitici. Nel mezzo di un'entusiasmante guerra per la Libertà, combattuta in condizioni estreme, con mezzi spesso di fortuna, nel Partigiano Johnny emergono spunti di commovente umanità, che ci ricordano quanto dobbiamo a ragazzi giovanissimi, che hanno regalato agli italiani un dono prezioso, con temerarietà spesso ai limiti dell'incoscienza. E allora la nostra drammaturgia ha scelto di focalizzarsi proprio su questi vortici di emotività intima, a tratti addirittura infantile, cercando risonanze nel corposo repertorio della canzone della Resistenza. Sono emerse corrispondenze toccanti, che ci ricordano sistematicamente quanto i nostri padri, quegli eroi che hanno lottato per la Liberta, siano in fondo anche i nostri figli, con le loro debolezze e le loro fragilità.

Quando Johnny abbandona i genitori, scrive una lettera alla madre, immaginandola disperata sulla «dreary collina» mentre legge quello che potrebbe essere l'ultimo ricordo del suo ragazzo; a parole celebra il suo erculeo eroismo, ma dietro si avverte tutto lo stesso infantile dolore che risuona nell'«Addio mammina» su cui si apre l'omonima canzone.

Così come nelle dure marce sulla neve, tra i ricordi dei compagni morti in battaglia, prende forma ancora una volta, nel romanzo come nella canzone, il ricordo della famiglia, e di una madre piangente che osserva le cime delle montagne, sparse di croci commemorative (Cime nevose). Senza dimenticare tutte le assonanze musicali, che fanno filtrare le più celebri melodie della Resistenza tra le righe di Fenoglio: Fischia il vento, su tutte, descritta come «una vera e propria arma contro i fascisti». Ma soprattutto il perenne sentimento di nostalgia che Johnny lascia trapelare nei lunghi giorni dell'isolamento, quando la coesione sembra solo più un valore immateriale. Ovvero lo stesso sentimento di umanissimo dubbio che emerge in una canzone come Tutti quei monti che io cavalcai, quando la rievocazione sognante delle avventure trascorse si mescola alla dura realtà del momento presente.

La selezione proposta cerca proprio di evidenziare queste corrispondenze tra letteratura e musica: da una parte un'antologia di passaggi nei quali emerge tutta la profonda umanità di Johnny e dei suoi compagni, dall'altra una serie di canzoni, ora rielaborate con una profondità narrativa e cinematografica, ora appena accennate da qualche timbro isolato, negli arrangiamenti di Andrea Ravizza.
Andrea Malvano (dal programma di sala dell’evento De Sono)

Organico

Rossella Giacchero
voce

Alberto Barbi
voce recitante

Niccolò Susanna
flauto

Andrea Albano
clarinetto

Martina Anselmo
viola

Viola Sommariva
violoncello

Federica Mancini
arpa

Lorenzo Guidolin
percussioni

Luca Favaro
percussioni

Davide Trolton
direttore

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