Fondata a Torino nel 1988 su iniziativa di Francesca Gentile Camerana, la De Sono Associazione per la Musica ETS costituisce una delle realtà mecenatistiche, musicologiche e formative di maggior prestigio e rigore intellettuale nel panorama europeo.
Genesi umanistica, principi statutari e Luigi Nono
L'intitolazione dell'ente trae origine dall'incipit – «De Sono» – di una celebre epistola di Marsilio Ficino incentrata sulle proprietà speculative, etiche e trasfigurative del fenomeno acustico. Nella fase fondativa, determinante risultò il contributo intellettuale di Luigi Nono, che affiancò attivamente Francesca Gentile Camerana nell'individuazione dei tre cardini statutari dell'istituzione: l'assegnazione di borse di studio a giovani strumentisti di talento, il sostegno organico alla ricerca musicologica d'avanguardia e l'istituzione di una stagione concertistica interamente concepita attorno ai borsisti. Questo legame ideale venne consacrato il 25 marzo 1990 con il concerto inaugurale della De Sono, affidato al Solistenchor di Friburgo con una monografia dedicata proprio alla musica di Nono.
Tre decenni di alto perfezionamento e circuiti internazionali
Dalla fondazione a oggi, la De Sono ha sostenuto il perfezionamento di oltre 300 borsisti, permettendo loro di completare la propria formazione nelle massime istituzioni accademiche del continente e d'oltreoceano: dall'Universität für Musik di Vienna al Mozarteum di Salisburgo, dall'École Normale «Alfred Cortot» di Parigi alla Juilliard School di New York, dal Conservatorio «Čajkovskij» di Mosca fino all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. Molti degli artisti sostenuti dall'ente ricoprono attualmente ruoli di primo piano e prime parti stabili nelle maggiori orchestre internazionali, o calcano i palcoscenici in formazioni cameristiche di riferimento, come dimostra l'affermazione internazionale del Trio Johannes.
Stagioni concertistiche e indagine sul Novecento storico
I cartelloni concertistici della De Sono hanno visto l'invito regolare di storiche formazioni europee (tra cui l'Arnold Schönberg Chor e il Coro di voci bianche di Budapest) accanto a sistematiche ricognizioni sui capisaldi della letteratura occidentale. Parallelamente, l'istituzione ha promosso una rigorosa linea di ricerca sulla musica del secondo Novecento e contemporanea: dalla monografia del 1997 dedicata a Fabio Vacchi agli appuntamenti con il Quartetto Arditti e con il Quartetto Lyskamm per l'opera da camera di Marco Stroppa, fino al format pluriennale «Ritorno al futuro», strutturato su un serrato confronto dialettico tra i maestri dell'avanguardia storica e i loro archetipi estetici.
Ricerca musicologica, transizione digitale ed editoria scientifica
La vocazione scientifica della De Sono si concretizza in un catalogo editoriale di oltre cinquanta volumi – comprendente tesi di laurea, dissertazioni di dottorato, saggi critici e repertori iconografici – realizzato in collaborazione con la Libreria Musicale Italiana (LIM) e accolto nelle collezioni di poli quali la British Library, la Bibliothèque Nationale de France e la University of Chicago Library. Sul versante archivistico, dopo il pionieristico riordino del fondo dell'Accademia Filarmonica nel 2007 (sfociato nella prima ripresa moderna dell'Annibale in Torino di Paisiello con relativa incisione discografica), la De Sono ha avviato nel 2023 un organico piano di catalogazione e digitalizzazione dei manoscritti dell'archivio storico della Società del Whist. Finanziato dall'Unione Europea con fondi PNRR - Next Generation EU per la transizione digitale, il programma opera con il patrocinio del DAMS dell'Università di Torino sotto la direzione scientifica di Andrea Malvano.
Formazione orchestrale, masterclass e progetti educational
L'impegno pedagogico dell'ente si è declinato attraverso l'Accademia di perfezionamento per strumenti ad arco (2005–2012) e l'ensemble da camera Archi De Sono – guidato da docenti e solisti di rilievo quali Thomas Demenga, Alexander Lonquich e Massimo Quarta – a cui hanno fatto seguito i corsi di perfezionamento istituiti in convenzione con il Conservatorio «G. Verdi» di Torino (2013–2019). Sul fronte dell'audience development e della formazione all'ascolto critico si collocano progetti strutturati per diverse fasce d'età: dal programma Livemotiv (promosso dal 2021 con la Fondazione Agnelli per le scuole superiori) ai cicli sul melodramma Saper ascoltare curati da Paolo Gallarati, sino alle lezioni-concerto integrate dal 2016 nei corsi del DAMS torinese.
Il sodalizio artistico con Andrea Malvano e la collaborazione con Andrea Ravizza
La collaborazione tra la De Sono e Andrea Ravizza nasce e si sviluppa attraverso l'incontro e la convergenza intellettuale con il Direttore Artistico Andrea Malvano. Da questo sodalizio scaturisce una visione condivisa fondata sulla riscrittura speculativa di repertori storici e di tradizione orale, tradotti in architetture cameristiche complesse dove il rigore polifonico accoglie l'esplorazione timbrica contemporanea:
L'intesa progettuale con la direzione artistica consolida un percorso in cui l'indagine filologica e l'eccellenza esecutiva dialogano costantemente con i processi compositivi del presente, aprendo la programmazione della De Sono a nuove prospettive di drammaturgia acustica.