Un evento di rilievo nell'ambito dei Concerti del Quirinale di Radio3, trasmesso in diretta nazionale. Protagonista della mattinata è stato il Quintetto di Ottoni dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, ensemble d'eccellenza che ha presentato un programma caratterizzato da una spiccata densità timbrica e da un virtuosismo strumentale di matrice accademica.
La formazione, composta da Roberto Rossi e Ercole Ceretta alle trombe, Marco Peciarolo al corno, Devid Ceste al trombone e Gianfranco Marchesi al trombone basso, ha esplorato un repertorio eterogeneo. L'esecuzione ha messo in luce una gestione raffinata delle dinamiche e una coesione strutturale necessaria per affrontare le complessità coloristiche richieste dal programma, spaziando dalle architetture contrappuntistiche barocche fino alle estetiche del Novecento.
Prisma e il dialogo tra epoche
All'interno di questo percorso narrativo si è inserita l'esecuzione di Prisma, composizione di Andrea Ravizza che incarna la ricerca di un equilibrio tra rigore geometrico e sensibilità esecutiva. La collocazione del brano tra i classici di Giovanni Gabrieli, Johann Sebastian Bach e le sintesi jazzistiche di Leonard Bernstein ha permesso di evidenziare la funzione del "prisma" sonoro: una struttura analitica capace di scomporre la luce timbrica degli ottoni in uno spettro di frequenze in perenne mutamento.
Programma di sala
Il concerto ha proposto un'accurata selezione di pagine: dalla Canzon per sonare n. 4 di Gabrieli al Contrapunctus IX da L'arte della fuga di Bach, passando per i 12 kleine Stücke di Ludwig Wilhelm Maurer. La seconda parte ha visto un'apertura verso forme più narrative e descrittive con l'ouverture de Il Barbiere di Siviglia di Rossini, una suite di pezzi lirici di Grieg e, in conclusione, la Suite da West Side Story di Bernstein.